"La Casa di Cura "Città di Aprilia" soffocata dai tagli rischia la chiusura totale.
All'indomani della notizia su rischio chiusura del pronto soccorso, esce allo scoperto anche il "Comitato dei Lavoratori Casa di cura Città di Aprilia" che pur nell'ombra, si è adoperato per cercare una soluzione.
"La Casa di Cura ‘Città di Aprilia' andrebbe potenziata, incentivata dalla politica locale e regionale, quale presidio più importante della zona e non soffocata, come di fatto sta accadendo, fino a determinarne la chiusura". All'indomani della notizia su rischio chiusura del pronto soccorso della clinica di Aprilia, esce allo scoperto il "Comitato dei Lavoratori Casa di cura Città di Aprilia" che pur nell'ombra, in questi mesi si è adoperato per cercare una soluzione al drammatico taglio dei fondi da parte della Regione e della Asl. "Dobbiamo difendere questa importante struttura, che da oltre quattro anni è ormai intaccata dai continui ribassi di budget regionale, che determinano perdite economiche ormai insostenibili" commenta il dottor Stefano Falpo, del direttivo del Comitato. "Non dobbiamo perdere tempo - dice - perché di tempo non ne abbiamo molto. Il nostro scopo è quello di coinvolgere tutti, politici, cittadini, associazioni ed anche i movimenti presenti sul territorio, affinchè la Regione metta in atto dei provvedimenti idonei, disponendo stanziamenti congrui rispetto alle prestazioni erogate dalla clinica". "Se l'epilogo dell'attuale crisi dovesse essere quello peggiore, cioè la chiusura totale già avanzata dagli investitori, - sottolinea il Comitato - si colpiranno inevitabilmente gli oltre 250 lavoratori e le loro famiglie, l'intera cittadinanza di Aprilia e non solo".
"In questo momento di difficoltà - spiega il dottor Stefano Falpo - la nostra iniziativa di costituire un Comitato è la conseguenza della necessità di fondere in uno sforzo congiunto il nostro operato, con la finalità di un impegno equilibrato, conciliando le posizioni, sollecitando i confronti senza opporre ideologie.
Non vorremmo lasciare spazio da una parte allo smarrimento e dall'altra alla collera. Si tratta di un coordinamento che non ha rapporti con organizzazioni sindacali perchè non si trova di fronte ad un contenzioso col datore di lavoro, nè con partiti politici perchè non è stata mai l'attività politica il nostro impiego.
Sicuramente siamo energici nel lavoro, risoluti e spediti nelle nostre azioni. Non dobbiamo consentire di essere feriti nella nostra coesione sociale, con conseguente indebolimento delle nostre aspettative, attraverso un disordinato coinvolgimento delle parti politiche - sottolinea - che finirebbero per cavalcare le nostre problematiche ed incertezze con sole finalità elettorali, scontrandosi loro reciprocamente e costringendo noi a pagarne nuovamente le spese scoprendo false le loro promesse.
Non lasciamo che tramonti il sole senza aver fronteggiato insieme questa preoccupante realtà, consapevoli della irrinunciabilità dei servizi, delle competenze e delle professionalità come quelle offerte dalla nostra Casa di Cura. Tutti auspichiamo che la vicenda si concluda con buoni risultati, che si possa uscire vincenti e non sopraffatti e dispersi in questa avventura.
Non abbiamo molto tempo, non dobbiamo perdere tempo, ma non dobbiamo neanche essere precipitosi nè, possibilmente almeno per ora, impetuosi. Alcuni politici sono abituati a cambi di direzione e colore ma, almeno noi, non ne siamo capaci; percorreremo una sola direzione, un solo indirizzo, quello di fare in modo che tutti, politici, amministrativi e soprattutto opinione pubblica, sappiano ciò che sta succedendo ad Aprilia.
Si provvederà a coinvolgere anche le associazioni di volontariato, i comitati civici ed altri movimenti presenti sul territorio, coinvolgendo tutti gli attori sociali, cercando la loro adesione: la geografia e la storia della clinica ci aiuteranno. Irrinunciabili per ora sono le intese con la classe politica ed i vertici delle ASL, non ritenendo indispensabili i compromessi, che avremo modo di valutare in caso di ottenimento delle giuste garanzie.
Procederemo nell'immediato futuro cercando di individuare percorsi essenziali, veloci e vantaggiosi, eliminando possibilmente quelli improduttivi. I colloqui con le istituzioni dovranno essere risolutivi e non rituali. Segnali positivi li stiamo già raccogliendo: articoli su giornali sono comparsi per la prima volta sufficientemente approfonditi e meno superficiali, sotto la nostra spinta.
Abbiamo già ottenuto disponibilità a confronti con la politica locale per imprimere alla dirigenza della Regione Lazio adeguata urgenza nel mettere in atto provvedimenti idonei, disponendo stanziamenti congrui rispetto al reale e storico volume di prestazioni erogate, ricordandogli ancora una volta della sentenza del TAR del 2010 che riconobbe l'inadeguatezza del budget assegnato. Auguriamo di arrivare, senza dover ricorrere ad azioni di mobilizzazione più impulsive, ad una conclusione positiva della vicenda, evitando la gravissima menomazione dei servizi sanitari del territorio".
Lettera del Comitato ai Medici Curanti e ai Farmacisti pontini