Penuria d'infermieri ed automediche
Marco Pacorig
15.10.2007
Quanti sono gli autisti d?ambulanza che, come noi, hanno dovuto affrontare un concorso per esercitare poi la professione in qualche ente o azienda sanitaria?
Secondo me molti; direi che siamo la maggior parte.
Sicuramente abbiamo dovuto studiare e conseguire una preparazione particolare sugli aspetti e sulle proprietà dei mezzi meccanici (motore, sistemi frenanti, impianto elettrico, ecc.), sul come leggere rapidamente le carte stradali, sulle norme contenute nel codice della strada, sulla sicurezza sul luogo dell?evento; non ultimo conseguire anche una specifica preparazione in campo sanitario, con tutti i corsi quali BLSD, PBLSD, BTLS, ecc.
Ma tra tutto questo, c?era (e c?è) un requisito indispensabile per accedere a tutti i concorsi, pubblici o privati che siano: la patente di guida.
Che sia di tipo B, C, o DE veniva (e viene) sempre considerata il titolo più importante per fare questo lavoro.
Agli amministratori di enti ed aziende, come ai componenti delle commissioni poco importava quale fosse il titolo di studio in nostro possesso o quante fossero le lingue che sapevamo parlare; per loro era importante che noi avessimo la patente.
Questo si!
Fatta questa doverosa premessa pongo a voi, cari colleghi, una semplice domanda: come mai gli infermieri che fanno gli ?autisti? di automedica non sono passati davanti a tutto questo?
Fino a poco tempo fa il 118 della mia provincia si avvaleva, per il servizio di automedica, di alcune convenzioni con enti privati, che oltre al mezzo, offrivano anche le prestazioni di diversi autisti dipendenti.
Poi hanno deciso che così non andava più bene e che alla guida delle automediche ci dovesse essere un infermiere professionale, giustificando il tutto con un incremento della qualità del servizio.
Naturalmente, oltre ad incrementare la qualità del servizio hanno pensato anche ad incrementare gli incentivi creando così degli infermieri di ?serie A? ed infermieri di ?serie B?.
Così, questi infermieri si sono ?impossessati? del servizio di automedica senza aver mai fatto un concorso per autisti, né aver mai guidato prima un mezzo d?emergenza.
Che io sappia per partecipare ad un concorso per infermieri bisogna avere categoricamente due cose: il titolo di infermiere e l?iscrizione all?albo professionale.
Non è necessario avere la patente e non è un fattore discriminante per la professione o l?assunzione essere o non essere auto muniti.
Tutte le aziende si lamentano della carenza ormai cronica di infermieri nei vari reparti, che si manifesta palesemente durante il periodo estivo quando maggiore è l?esigenza di mandare questi in ferie.
Si creano accorpamenti tra i reparti, turni stretti e massacranti e mancati riposi.
Però, nonostante tutto questo, le aziende si sentono in dovere di ?sprecare? tranquillamente infermieri per una mansione, condurre un veicolo di soccorso sanitario, che dovrebbe essere ricoperta da un?altra figura: l'autista.
E qui sorgono tutta una serie di interrogativi sindacali, economici e professionali.
Da un punto di vista sindacale possono gli infermieri, che sono inquadrati in fascia D, svolgere mansioni inferiori?
Non sono un sindacalista, ma mi piacerebbe scoprire se questo è possibile ed in quali termini.
Per quale ragione poi tutti quegli incentivi che rendono di "serie A" questa particolare nicchia di infermieri non vengono destinati all?assunzione di altri autisti o, addirittura, per corsi di formazione indirizzati a questi ultimi?
Infine, a livello professionale, pur senza mettere in dubbio la capacità degli IP di gestire le emergenze/urgenze, chi assicura che siano altrettanto capaci nel conoscere e gestire la guida in emergenza, nell?effettuare le più elementari manutenzioni del veicolo loro assegnato, nel conoscere le norme le complicazioni civili e penali in caso di incidente o le norme che regolano l?allestimento di un veicolo di soccorso avanzato?
Per esempio, da quel che ho potuto vedere (e che anche voi potete notare dalle foto a corredo di questo scritto) il veicolo che normalmente usano nella mia provincia per questo servizio è completamente fuori da ogni normativa vigente in materia!
E questo già la dice lunga sulle questioni che ho appena posto.
Comunque, queste mie righe non vogliono essere un atto di accusa verso gli infermieri, bensì vogliono essere uno sprone per gli autisti a ?fare la voce grossa? presso quelle dirigenze che optano per queste soluzioni e, al tempo stesso, un invito alla riflessione per gli infermieri.
È necessario, infatti, che l?infermiere che fa o che gli impongono di fare l?autista, rifletta sul fatto che guidare un veicolo in emergenza non significa solo lampeggianti e sirene: la guida in emergenza è tutto un mondo di norme, tecniche e procedure in continua evoluzione, che talvolta sfugge persino agli autisti stessi.
dunque, la soluzione per un soccorso sicuro, efficace e professionale non può che stare in una giusta separazione dei ruoli e delle mansioni ed in uno sviluppo sempre più accentuato della loro integrazione e coordinazione.